Nobody
Trama e recensione di Nobody, opera di Charlotte Link, edito da Corbaccio
Due omicidi a distanza di pochi mesi sconvolgono la tranquilla Scarborough, cittadina sul mare nello Yorkshire. Apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma, pian piano con l’aiuto di un diario e della dedizione dell’ispettrice Valerie Almond e del fido collaboratore Reek, le due vicende si intrecciano tra loro e con molti fatti oscuri di un passato di cinquant’anni indietro.
La prima vittima è una giovane baby sitter, Amy Mills, che viene assassinata nella brughiera tornando dal lavoro. La seconda è un’anziana signora, Fiona Barnes e le modalità dell’omicidio sono le stesse nonostante le due donne apparentemente non c’entrino niente l’una con l’altra. L’autrice inizia così una narrazione in bilico tra presente e passato, presentandoci in seguito la figura del protagonista che dà il nome al romanzo e cioè Nobody. Nobody perchè si tratta di un bambino figlio di nessuno, che non ha un’identità propria. Siamo durante la seconda guerra mondiale e il piccolo di cinque anni sembra non avere una famiglia, è ritardato e muto, è maltrattato a lungo da tutti e l’unica figura a cui si lega fortemente è una ragazzina poco più grande di lui. Le si attacca con tutta la sua energia e la segue sul treno quando sarà spedita in una fattoria nella campagna inglese per salvarsi dai bombardamenti insieme ad altri bambini.
Quello che inizia come un vero e proprio thriller diventa a poco a poco un romanzo psicologico e di denuncia, con uno straordinario approfondimento dei profili caratteriali dei vari personaggi. L’investigazione tra presente e passato è tuttavia sempre molto sottile e si fa’ serrata, tornando perfettamente nei canoni del thriller, nelle ultime trenta pagine del libro in cui solo la rivelazione dell’identità di Nobody permetterà la risoluzione del caso.