I complementi – d’abbondanza, di privazione, d’agente

I complementi (dal verbo latino complere, completare) sono elementi che si aggiungono alla struttura di base della frase per meglio determinarla. Possono essere costituiti da verbi, nomi o aggettivi. Per distinguerli è necessario basarsi su un’interpretazione del loro significato es.: Grazia ha aperto la porta (complemento oggetto).

La prima distinzione che sussiste è quella tra:

  • complementi diretti (oggetto e predicativi) si collegano direttamente all’elemento che determinano es. Grazia scrive una lettera;
  • complementi indiretti sono introdotti da una preposizione o una locuzione preposizionale all’elemento che determinano es. Grazia va al mercato con Debora;
  • complementi avverbiali costituiti da avverbi o locuzioni avverbiali che si riferiscono ad un elemento della frase es.: Ho mangiato velocemente il dolce della mamma.

Per distinguere i complementi può essere utile affidarsi all’analisi del loro significato anche se non sempre possono essere interpretati in maniera univoca. Di seguito e nei prossimi articoli, presentiamo un elenco dei vari complementi.

  • complemento di abbondanza e di privazione: il primo, introdotto solitamente da di e senza, indica ciò di cui il soggetto è ricco (es. questa casa trabocca di oggetti) il secondo ciò di cui è povero (es. Debora è una ragazza senza pretese). Entrambi possono essere costituiti dalla particella pronominale ne. Per poterli individuare può essere necessario rispondere alle domande di che cosa (abbonda)? Di che cosa (è privo)? Per distinguere il complemento di abbondanza da quello di mezzo è sufficiente provare a sostituire la preposizione di con la preposizione con o locuzioni di analogo significato. Se la sostituzione è possibile si è di fronte a un complemento di mezzo es.: ho riempito di file il computer (la preposizione di può essere sostituita con la locuzione per mezzo di, per cui il complemento è di mezzo); il computer è pieno di file (la preposizione di non può essere sostituita).
  •  complemento d’agente e di causa efficiente: si collocano in frasi di forma passiva. Il primo indica l’essere animato che compie l’azione espressa dal verbo (es. il dolce è stato preparato dalla mamma); il secondo si riferisce ad un’azione compiuta da un essere inanimato (es. il buio della notte è rischiarato dalla luna). Entrambi sono introdotti dalla preposizione da e dalle preposizioni articolate che ne derivano. Per individuarli può essere utile porsi le domande da chi? Da che cosa? Se la frase si volge dalla forma passiva alla forma attiva, inoltre, questi complementi diventano soggetto della frase.